INAIL e Regioni pubblicano il catalogo dei settori con esposizione ad amianto e il nuovo questionario ReNaM: crescono i casi in contesti poco noti.
L'INAIL, insieme alle Regioni, ha pubblicato il Catalogo delle principali occasioni di esposizione professionale e non professionale ad amianto: un volume che raccoglie i settori occupazionali in cui si è verificata esposizione alle fibre e presenta la nuova versione del questionario anamnestico usato per ricostruire la storia espositiva delle persone colpite da mesotelioma. Un documento nato dalla sorveglianza epidemiologica, ma con ricadute molto concrete per chi si occupa di sicurezza e manutenzione.
Un rischio che non appartiene al passato
L'amianto è stato messo al bando con la Legge 27 marzo 1992, n. 257, ma resta presente in edifici, impianti e componenti di molti contesti produttivi. Le malattie correlate hanno latenze molto lunghe: per il mesotelioma la media è di circa 40 anni dall'inizio dell'esposizione, e non esiste una dose soglia priva di rischio. Per questo, a oltre trent'anni dal bando, il tema rimane rilevante per salute nei luoghi di lavoro e risanamento ambientale.
La sorveglianza dei casi è affidata al Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM), istituito presso l'INAIL e regolato dal DPCM n. 308/2002, che opera attraverso i Centri Operativi Regionali (COR) presenti in ogni Regione e Provincia autonoma. Anche la Direttiva (UE) 2023/2668 ha ribadito l'importanza di questa sorveglianza.
Cosa cambia con il nuovo catalogo
Il dato più interessante per le aziende è l'evoluzione delle circostanze di esposizione. Secondo il documento:
- i casi professionali legati ai settori storicamente più studiati (cantieri navali, cemento-amianto, manutenzione di rotabili ferroviari) sono in calo;
- crescono invece i casi riconducibili a contesti poco noti e inattesi;
- nelle donne le circostanze di esposizione risultano più spesso difficili da individuare o rimangono ignote.
Il questionario è stato quindi rivisto per indagare più a fondo la storia lavorativa, residenziale, familiare e hobbistica. Il catalogo copre una trentina di comparti: tra gli altri costruzioni, metallurgia e siderurgia, chimica, energia, industria alimentare, carta, tessile, vetro e ceramiche, sanità, istruzione, commercio, riciclaggio e riuso, uffici pubblici, agricoltura, oltre alle esposizioni non professionali. Gli allegati comprendono schede dedicate a industria/artigianato, agricoltura ed edilizia.
Cosa fare in azienda
- Mappatura dei materiali: verificare la presenza di materiali contenenti amianto in edifici, coperture, impianti e macchinari, e aggiornare il relativo programma di controllo e manutenzione.
- DVR: usare il catalogo come riferimento per valutare se il proprio settore o le attività di manutenzione, demolizione e ristrutturazione possano comportare esposizione, anche in comparti ritenuti "insospettabili".
- Procedure e appalti: definire procedure per lavori su manufatti sospetti e verificare i requisiti delle imprese incaricate.
- Formazione e informazione: sensibilizzare manutentori, preposti e addetti degli uffici tecnici sul riconoscimento dei materiali a rischio.
- Sistemi ISO 45001 e ISO 14001: includere gli aspetti amianto nella valutazione dei rischi e degli aspetti ambientali e nel registro delle prescrizioni legali.
STUDIOMOSNA supporta le aziende nella valutazione del rischio amianto, nell'aggiornamento del DVR e nella formazione del personale coinvolto.
