EU-OSHA pubblica nuovi studi sulle malattie cardiovascolari legate al lavoro: fattori di rischio psicosociali, fisici, chimici ed ergonomici e indicazioni per prevenzione e rientro al lavoro.
L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha diffuso, nell'ottobre 2026, una nuova serie di pubblicazioni dedicate alle malattie cardiovascolari legate al lavoro. I documenti fanno parte di un ampio programma di ricerca e analizzano normative, strategie e iniziative per prevenire queste patologie e per favorire il rientro al lavoro e la permanenza in attività dei lavoratori che ne sono colpiti.
Un problema sottovalutato
I numeri richiamati da EU-OSHA sono rilevanti: le malattie cardiovascolari causano circa 1,71 milioni di decessi l'anno nell'UE e rappresentano la seconda causa di morte sul lavoro. A questo si aggiungono assenze per malattia, invalidità di lungo periodo, pensionamenti anticipati e perdita di produttività, con un costo stimato per l'economia europea di oltre 210 miliardi di euro l'anno.
Si tratta di patologie multifattoriali, come cardiopatia coronarica e ictus, su cui incidono stile di vita, predisposizione e condizioni socioeconomiche, ma anche rischi professionali. Per questo il luogo di lavoro è considerato un ambito chiave di prevenzione.
I fattori di rischio professionali
Le pubblicazioni individuano diverse famiglie di rischio che possono contribuire allo sviluppo delle malattie cardiovascolari:
- psicosociali: carichi e ritmi elevati, scarso controllo sul proprio lavoro, orari prolungati, lavoro a turni, violenza e molestie;
- ergonomici: lavoro fisico pesante, posture sedute o in piedi mantenute a lungo;
- fisici: temperature estreme, rumore, vibrazioni, radiazioni;
- chimici: metalli pesanti, polveri e particolato, gas di scarico dei motori, alcuni pesticidi;
- biologici: alcune malattie infettive, tra cui il COVID-19.
L'esposizione varia per settore, mansione e gruppo di lavoratori, e l'effetto può essere amplificato da età, sesso, patologie preesistenti e abitudini personali.
Il quadro europeo
La prevenzione delle malattie cardiovascolari professionali è indicata dalla Commissione europea come obiettivo del Quadro strategico UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027, accanto ad altre iniziative come "Più sani insieme" sulle malattie non trasmissibili e il piano "Cuori sicuri". I risultati della ricerca EU-OSHA alimenteranno anche la campagna "Luoghi di lavoro sani" 2026-2028, dedicata alla salute mentale, con particolare attenzione al legame tra rischi psicosociali e salute del cuore.
Cosa fare in azienda
- Rileggere il DVR con questa chiave: lo stress lavoro-correlato, il lavoro a turni e notturno, il rumore, il microclima e le esposizioni chimiche sono rischi già valutati che incidono anche sulla salute cardiovascolare.
- Coinvolgere il medico competente nella definizione del protocollo sanitario e nella promozione della salute, come previsto dal D.Lgs. 81/08.
- Rivedere l'organizzazione del lavoro: pause, rotazioni, carichi e orari sono leve di prevenzione concrete.
- Predisporre percorsi di rientro al lavoro e di adattamento della mansione per i lavoratori con patologie croniche.
- In un sistema ISO 45001, inserire questi temi tra rischi e opportunità, obiettivi e consultazione dei lavoratori, e curare la formazione di dirigenti e preposti sui rischi psicosociali.
STUDIOMOSNA supporta le aziende nella valutazione dei rischi psicosociali e organizzativi, nell'aggiornamento del DVR e nell'integrazione della promozione della salute nei sistemi di gestione ISO 45001.
Fonte: Certifico.com – Prevenzione delle malattie cardiovascolari legate al lavoro / EU-OSHA 2026.
