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ISO 45001 16 ottobre 2026 4 min di lettura

Malattie cardiovascolari e lavoro: le nuove pubblicazioni EU-OSHA 2026 sulla prevenzione

Malattie cardiovascolari e lavoro: le nuove pubblicazioni EU-OSHA 2026 sulla prevenzione

EU-OSHA pubblica nuovi studi sulle malattie cardiovascolari legate al lavoro: fattori di rischio psicosociali, fisici, chimici ed ergonomici e indicazioni per prevenzione e rientro al lavoro.

L'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha diffuso, nell'ottobre 2026, una nuova serie di pubblicazioni dedicate alle malattie cardiovascolari legate al lavoro. I documenti fanno parte di un ampio programma di ricerca e analizzano normative, strategie e iniziative per prevenire queste patologie e per favorire il rientro al lavoro e la permanenza in attività dei lavoratori che ne sono colpiti.

Un problema sottovalutato

I numeri richiamati da EU-OSHA sono rilevanti: le malattie cardiovascolari causano circa 1,71 milioni di decessi l'anno nell'UE e rappresentano la seconda causa di morte sul lavoro. A questo si aggiungono assenze per malattia, invalidità di lungo periodo, pensionamenti anticipati e perdita di produttività, con un costo stimato per l'economia europea di oltre 210 miliardi di euro l'anno.

Si tratta di patologie multifattoriali, come cardiopatia coronarica e ictus, su cui incidono stile di vita, predisposizione e condizioni socioeconomiche, ma anche rischi professionali. Per questo il luogo di lavoro è considerato un ambito chiave di prevenzione.

I fattori di rischio professionali

Le pubblicazioni individuano diverse famiglie di rischio che possono contribuire allo sviluppo delle malattie cardiovascolari:

  • psicosociali: carichi e ritmi elevati, scarso controllo sul proprio lavoro, orari prolungati, lavoro a turni, violenza e molestie;
  • ergonomici: lavoro fisico pesante, posture sedute o in piedi mantenute a lungo;
  • fisici: temperature estreme, rumore, vibrazioni, radiazioni;
  • chimici: metalli pesanti, polveri e particolato, gas di scarico dei motori, alcuni pesticidi;
  • biologici: alcune malattie infettive, tra cui il COVID-19.

L'esposizione varia per settore, mansione e gruppo di lavoratori, e l'effetto può essere amplificato da età, sesso, patologie preesistenti e abitudini personali.

Il quadro europeo

La prevenzione delle malattie cardiovascolari professionali è indicata dalla Commissione europea come obiettivo del Quadro strategico UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027, accanto ad altre iniziative come "Più sani insieme" sulle malattie non trasmissibili e il piano "Cuori sicuri". I risultati della ricerca EU-OSHA alimenteranno anche la campagna "Luoghi di lavoro sani" 2026-2028, dedicata alla salute mentale, con particolare attenzione al legame tra rischi psicosociali e salute del cuore.

Cosa fare in azienda

  • Rileggere il DVR con questa chiave: lo stress lavoro-correlato, il lavoro a turni e notturno, il rumore, il microclima e le esposizioni chimiche sono rischi già valutati che incidono anche sulla salute cardiovascolare.
  • Coinvolgere il medico competente nella definizione del protocollo sanitario e nella promozione della salute, come previsto dal D.Lgs. 81/08.
  • Rivedere l'organizzazione del lavoro: pause, rotazioni, carichi e orari sono leve di prevenzione concrete.
  • Predisporre percorsi di rientro al lavoro e di adattamento della mansione per i lavoratori con patologie croniche.
  • In un sistema ISO 45001, inserire questi temi tra rischi e opportunità, obiettivi e consultazione dei lavoratori, e curare la formazione di dirigenti e preposti sui rischi psicosociali.

STUDIOMOSNA supporta le aziende nella valutazione dei rischi psicosociali e organizzativi, nell'aggiornamento del DVR e nell'integrazione della promozione della salute nei sistemi di gestione ISO 45001.


Fonte: Certifico.com – Prevenzione delle malattie cardiovascolari legate al lavoro / EU-OSHA 2026.

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