Un nuovo fact sheet INAIL propone un percorso a step per valutare l'esposizione a sostanze reprotossiche non cancerogene e non mutagene, alla luce dell'art. 235 del D.Lgs. 81/08.
Da quando le sostanze tossiche per la riproduzione sono entrate a pieno titolo nel Titolo IX, Capo II del D.Lgs. 81/2008, molte aziende si trovano a dover rivedere la valutazione del rischio chimico con criteri nuovi. Per aiutare datori di lavoro, RSPP e medici competenti, INAIL ha pubblicato nell'ottobre 2026 un fact sheet che propone un diagramma decisionale dedicato alla valutazione e alla gestione del rischio per la salute riproduttiva.
Di cosa si occupa il fact sheet
Il documento si concentra sulle sostanze reprotossiche non cancerogene e non mutagene, cioè su quella categoria che, pur rientrando nello stesso Capo del Testo Unico dedicato a cancerogeni e mutageni, presenta caratteristiche proprie. L'obiettivo è offrire una procedura ordinata che guidi passo passo chi effettua la valutazione, riducendo il margine di incertezza nell'applicazione delle regole.
Il punto di riferimento è l'art. 235 del D.Lgs. 81/2008: il fact sheet chiarisce i diversi casi previsti dall'articolo, che cambiano a seconda che per la sostanza esista o meno un valore soglia.
Le due strade del diagramma
Il percorso proposto da INAIL distingue due ipotesi principali:
- sostanze tossiche per la riproduzione elencate nell'Allegato XLIII del D.Lgs. 81/2008;
- sostanze tossiche per la riproduzione non presenti in tale allegato.
Questa distinzione è il primo bivio del diagramma e orienta le scelte successive in materia di valutazione e misure di gestione.
Un approccio integrabile
Un aspetto interessante è che la procedura non esclude una valutazione congiunta con le sostanze cancerogene e mutagene: le tre famiglie possono essere trattate in un unico processo, purché si tenga conto delle peculiarità di ciascuna. Il documento considera inoltre lo scenario di esposizione a una singola sostanza, che resta il caso base da cui partire.
Per le aziende che utilizzano molte miscele, questa impostazione permette di evitare valutazioni frammentate e di costruire un quadro coerente del rischio chimico.
Cosa fare in azienda
- Censire i prodotti chimici in uso e verificare, tramite schede di sicurezza e classificazione, quali contengono sostanze tossiche per la riproduzione.
- Controllare se tali sostanze sono riportate nell'Allegato XLIII e se dispongono di un valore soglia: è la prima informazione richiesta dal diagramma.
- Aggiornare il DVR e la sezione sul rischio chimico/cancerogeno, valutando l'opportunità di una trattazione congiunta con cancerogeni e mutageni.
- Coinvolgere il medico competente e verificare l'adeguatezza della formazione e informazione dei lavoratori esposti.
- Inserire il riferimento nel registro delle prescrizioni legali del sistema di gestione ISO 45001.
STUDIOMOSNA affianca le aziende nell'aggiornamento della valutazione del rischio chimico e del DVR, integrando i nuovi strumenti INAIL nel sistema di gestione della salute e sicurezza.
