Un nuovo fact sheet INAIL inquadra violenza e molestie sul lavoro e indica nella valutazione sistematica del rischio la base per prevenzione e gestione.
Aggressioni da parte di utenti e clienti, abusi verbali, pressioni psicologiche, molestie anche via chat o social: sono rischi che molte aziende faticano ancora a riconoscere come parte della sicurezza sul lavoro. INAIL ha pubblicato a ottobre 2026 il fact sheet "Violenza e molestie sul lavoro: dalla valutazione alle strategie di intervento", che ricostruisce il quadro di riferimento e indica nella valutazione sistematica del rischio il punto di partenza per qualsiasi azione efficace.
Di cosa parliamo
Il documento descrive violenza e molestie come un insieme ampio di comportamenti inaccettabili, che comprende:
- abuso verbale e psicologico;
- aggressioni fisiche e sessuali, anche in forma digitale;
- episodi isolati oppure condotte ripetute nel tempo.
Le conseguenze toccano la salute, la dignità delle persone e la sicurezza percepita, ma anche il funzionamento stesso dell'organizzazione.
Come si sono evolute le definizioni
INAIL ripercorre le principali definizioni internazionali, utili per capire perché oggi il tema ha una portata così ampia:
- il NIOSH (1996) parla di aggressione fisica, comportamento minaccioso o abuso verbale nel contesto lavorativo;
- l'OMS (2002) richiama abusi, minacce o aggressioni legati al lavoro, con particolare attenzione ai settori di cura e assistenza;
- l'Accordo quadro europeo del 2007 distingue le molestie (abusi, minacce o umiliazioni ripetuti) dalla violenza (aggressione in circostanze collegate al lavoro);
- la Convenzione ILO n. 190 del 2019 adotta una definizione unica e molto ampia: comportamenti, pratiche o minacce, singoli o ripetuti, che mirano a provocare, provocano o possono provocare danni fisici, psicologici, sessuali o economici, inclusa la violenza e le molestie di genere.
Il messaggio per le imprese
Il filo conduttore del fact sheet è chiaro: senza un'analisi strutturata dei contesti, delle mansioni e delle situazioni esposte non è possibile costruire strategie di prevenzione, gestione e contrasto realmente efficaci. Il fenomeno riguarda tutti i settori, non solo sanità e servizi al pubblico, e include rischi che nascono sia dall'esterno (utenti, clienti) sia all'interno dell'organizzazione.
Cosa fare in azienda
- Inserire violenza e molestie nel DVR come rischio specifico, individuando mansioni e situazioni più esposte (contatto con il pubblico, lavoro isolato, turni serali, comunicazioni digitali).
- Collegare la valutazione allo stress lavoro-correlato e ai rischi psicosociali già analizzati.
- Definire procedure di segnalazione riservata, gestione degli episodi e supporto a chi li subisce.
- Formare lavoratori, preposti e dirigenti sul riconoscimento dei comportamenti a rischio e sulle procedure aziendali.
- Nei sistemi ISO 45001, trattare il tema tra i rischi psicosociali e coinvolgere i lavoratori nella consultazione e nel monitoraggio.
STUDIOMOSNA affianca le aziende nell'aggiornamento del DVR sui rischi psicosociali, nella definizione delle procedure interne e nella formazione del personale sui temi della sicurezza sul lavoro.
