Con la Decisione (UE) 2026/2015 la nuova norma sulle presse piegatrici dà presunzione di conformità alla Direttiva 2006/42/CE: requisiti su ripari, barriere fotoelettriche e campo di applicazione.
Le presse piegatrici sono tra le macchine più diffuse nelle officine di lavorazione della lamiera e, storicamente, tra quelle con il maggior rischio di schiacciamento delle mani. Dal 7 settembre 2026 i costruttori hanno un nuovo riferimento: la EN ISO 6909:2026 "Macchine utensili – Sicurezza – Presse piegatrici" è stata armonizzata alla Direttiva macchine 2006/42/CE con la Decisione di esecuzione (UE) 2026/2015 del 4 settembre 2026, che modifica e abroga la Decisione (UE) 2023/1586.
Cosa significa l'armonizzazione
Il fabbricante che progetta la pressa nel rispetto della norma beneficia della presunzione di conformità ai requisiti essenziali di sicurezza coperti. La norma è stata elaborata anche a supporto del Regolamento (UE) 2023/1230: l'Allegato ZB ne collega i contenuti ai requisiti dell'Allegato III del nuovo Regolamento macchine, con presunzione di conformità che scatterà una volta pubblicata in Gazzetta ufficiale UE ai sensi di quel Regolamento.
Campo di applicazione
La norma riguarda le presse destinate alla lavorazione a freddo dei metalli (utilizzabili anche per cartone, plastica, gomma, cuoio) nelle tipologie:
- idrauliche;
- idrauliche a servomotore;
- a vite a servomotore;
- a cinghia/molla a servomotore.
Sono escluse le presse ad azionamento pneumatico o a innesto meccanico, quelle a tecnologia combinata, le piegatrici a rotazione, le curvatubi e le calandre. Non sono trattati i rischi in atmosfere esplosive né i sistemi di carico/scarico automatico. La norma non si applica alle macchine costruite prima della sua pubblicazione.
I requisiti chiave sulle protezioni
La zona pericolosa principale è quella degli utensili. Le misure previste includono:
- ripari fissi conformi alla ISO 14120:2015, con aperture dimensionate secondo la ISO 13857:2019;
- ripari mobili interbloccati con dispositivi secondo la ISO 14119:2024 e distanze calcolate con la ISO 13855:2024;
- barriere fotoelettriche di Tipo 4 (IEC 61496-1/-2:2020), con spazio libero tra barriera e zona pericolosa non superiore a 75 mm;
- comandi di reset posizionati con piena visibilità della zona pericolosa;
- funzione di oscuramento (blanking) ammessa solo a condizioni precise, senza che l'utilizzatore possa ampliarne il campo.
Cosa fare in azienda
- In fase di acquisto di una nuova pressa piegatrice, verificare che la dichiarazione CE richiami la EN ISO 6909:2026 e chiedere evidenza delle protezioni adottate.
- Per le presse già in uso, la norma non è retroattiva, ma resta un utile riferimento tecnico per verificare l'adeguatezza dei requisiti minimi di sicurezza (Allegato V D.Lgs. 81/08).
- Aggiornare il DVR e le istruzioni operative sulle fasi di attrezzaggio, manutenzione e pulizia, che la norma considera esplicitamente.
- Assicurare formazione e addestramento specifici agli operatori sull'uso corretto delle barriere e dei dispositivi di comando.
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Fonte: Certifico.com – Sicurezza Presse piegatrici | ISO 6909:2026 / Rev. 0.0 Settembre 2026.
