Dal 22 ottobre 2026 è disponibile la UNI ISO 4301-3:2026, che sostituisce l'edizione del 1995 e rivede la classificazione delle gru a torre da cantiere.
Il 22 ottobre 2026 l'UNI ha reso disponibile la UNI ISO 4301-3:2026, dedicata alla classificazione delle gru a torre utilizzate nei cantieri edili. La norma recepisce la ISO 4301-3:2021 e manda in pensione la UNI ISO 4301-3:1995, rimasta in vigore per oltre trent'anni. Per imprese edili, noleggiatori, costruttori e coordinatori della sicurezza è un riferimento tecnico da conoscere, perché la classificazione è alla base del corretto dimensionamento e dell'impiego della gru.
Che cosa disciplina la norma
La Parte 3 della serie ISO 4301 stabilisce come classificare le gru a torre da cantiere, così come definite dalla ISO 4306-3, e fissa requisiti specifici per i principali elementi della macchina:
- la struttura portante in acciaio;
- i meccanismi;
- le funi e gli altri componenti.
La classificazione non è astratta: deriva dalle condizioni di servizio standard della gru, descritte principalmente da:
- il numero di cicli di lavoro;
- il fattore di spettro di carico, cioè quanto spesso e quanto vicino alla portata massima lavora la gru;
- il numero medio di cicli di sollevamento del carico;
- ulteriori valori dei fattori da impiegare nei calcoli strutturali e meccanici.
Il campo di applicazione riguarda gru a torre per l'edilizia che movimentano il carico esclusivamente con il gancio. Se la gru è destinata ad altri impieghi o usa dispositivi di presa diversi, i valori di classificazione possono cambiare in funzione dell'uso specificato.
Le principali novità rispetto alla versione precedente
La nuova edizione è stata revisionata dal punto di vista tecnico. Le modifiche più rilevanti sono due:
- un nuovo approccio alla classificazione della gru e dei suoi componenti, allineato alla ISO 4301-1:2016 (parte generale della serie);
- la classificazione è ora limitata a tre tipologie di gru a torre per lavori di costruzione, secondo le definizioni della ISO 4306-3:2016.
Il documento è stato elaborato dal comitato tecnico ISO/TC 96 "Gru", sottocomitato SC 7 "Gru a torre". Insieme alla recente UNI ISO 4306-1:2026 sul vocabolario degli apparecchi di sollevamento, segna un aggiornamento complessivo del quadro normativo nazionale sul tema.
Perché interessa anche chi utilizza la gru
La classificazione è uno strumento soprattutto progettuale, ma ha ricadute dirette sulla sicurezza in cantiere: una gru impiegata con un regime di servizio più gravoso di quello per cui è stata classificata va incontro a usura e fatica dei componenti più rapide del previsto. Conoscere il gruppo di classificazione aiuta quindi a scegliere la macchina giusta per il cantiere e a calibrare controlli e manutenzioni.
Cosa fare in azienda
- Imprese edili e noleggiatori: verificare che la documentazione delle gru a torre (manuale del fabbricante, dati di classificazione) sia coerente con l'uso effettivo previsto in cantiere.
- DVR e POS: valutare il regime di utilizzo della gru (frequenza dei sollevamenti, carichi tipici) e riportarlo nella valutazione del rischio e nel piano operativo di sicurezza.
- Controlli e verifiche: mantenere aggiornati il registro di controllo e le verifiche periodiche previste dal D.Lgs. 81/08 per gli apparecchi di sollevamento.
- Formazione: assicurarsi che i gruisti abbiano l'abilitazione richiesta e conoscano i limiti di impiego della macchina.
- Sistemi ISO 45001: inserire la nuova norma tra i riferimenti tecnici monitorati nel registro delle prescrizioni applicabili.
STUDIOMOSNA affianca imprese e cantieri nell'aggiornamento di DVR e POS, nella gestione delle attrezzature di sollevamento e nell'integrazione delle nuove norme tecniche nei sistemi di gestione ISO 45001.
Fonte: Certifico.com – UNI ISO 4301-3:2026 Apparecchi di sollevamento - Classificazione - P3: Gru a torre.
